Massimo Fini - Eccesso di diritti: coppie omosessuali e figli

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Massimo Fini - Eccesso di diritti: coppie omosessuali e figli

Messaggio  gabriele il Lun Ott 03, 2011 5:42 pm


Due donne di Caravaggio, un paesotto vicino a Bergamo, Terry e Tina, entrambe sulla quarantina, hanno avuto un figli o grazie alla procreazione assistita. Poiché questa operazione in Italia non si può fare le due donne sono volate a Bruxelles e Terry si è fatta fecondare con lo spermatozoo di un uomo che rimarrà per sempre sconosciuto.
In questo caso siamo oltre la pur vietata fecondazione eterologa perché non solo il seme è ovviamente estraneo alla coppia ma perché la coppia è formata da due persone dello stesso sesso.

Michele quindi non solo non ha un padre naturale, non ne ha nemmeno uno adottivo, ha invece due mamme.

Ormai ci siamo abituati talmente a tutto, grazie alle diavolerie della medicina tecnologica, che il caso di Terry, Tina e Michele non ha suscitato un particolare scalpore. "Che male c'è?" dice Tina. "Noi il figli o lo volevamo fortemente, lo amiamo, lo cresceremo con tutto l'affetto di cui ha bisogno". Viene di rincalzo Alessandro Cecchi Paone: "I modelli sono ormai molteplici e nessuno ha di ritto di indicarne uno di riferimento. Ogni epoca ha creato la sua famiglia per il semplice fatto che quella tradi zionale come quella naturale non esiste". Imma Battaglia, presidente di Di gay Project: "Per un gay avere un figli o vuol dire ricominciare da capo e quando decide di farlo è davvero pronto. Solo la politica è indietro rispetto alla società". L'attrice Lella Costa: "Poche cose sono più benedette di un figli o fortemente voluto".

Per non fare confusione bisogna distinguere. Ognuno è libero di agire la propria sessualità come meglio crede e quindi di andare a letto con persone dello stesso sesso. Sono fatti esclusivamente suoi. Così come ha di ritto di crearsi una famiglia come meglio crede ed è congeniale alla sua sensibilità: coppia unita in matrimonio giuridicamente valido, coppia di fatto, coppia di due lui, coppia di due lei e anche nessuna coppia ma famiglia di gruppo. Anche questi sono fatti che stanno esclusivamente nella di sponibilità di chi li compie, quando si è adulti consenzienti. In questo caso non viene leso il diritto di alcuno.

Ma nella vicenda di Terry e Tina c'è un "terzo" che non ha potuto esprimere il proprio parere: è il bambino nato dalla coppia. Può darsi, come dice Cecchi Paone, che la famiglia tradizionale, come qualsiasi costruzione giuridica, sia una semplice convenzione che può mutare col mutare della società. Ma che un figlio abbia una madre e un padre non è una convenzione giuridica, è un fatto biologico. E se la natura ha voluto così qualche ragione ci deve pur essere. In questa bella festa dove tutti accampano diritti (alla maternità, alla paternità) c'è sicuramente un diritto che viene leso: ed è il diritto naturale di ogni essere umano ad avere, almeno in partenza, una madre e un padre. Ci si affanna a dire che i figli senza padre o senza madre o con due madri o con due babbi crescono sereni o comunque senza problemi maggiori degli altri. Se mi rifaccio alla mia esperienza vedo che non è così: i figli a cui manca una delle due figure, in genere quella paterna, crescono con particolari problemi, eccome, e spesso anche quando il padre naturale viene sostituito da uno adottivo (ad un certo momento arriva sempre lo struggente e lacerante desiderio di sapere chi è il tuo vero padre o la tua vera madre). Ma queste possono essere opinioni. Quella che non è un'opinione è che nessuno ha diritto di togliere a un terzo i suoi diritti. E cioè, in questo caso, il diritto inalienabile e da nessuno disponibile, di un essere umano ad avere, almeno sulla linea di partenza, un padre e una madre.

Dice Tina, riferendosi anche ad altre situazioni di coppie lesbiche con figli : "Lentamente, ma cresciamo. Senza andarlo a urlare in giro. Senza imporlo a nessuno ". Non è così. C'è qualcuno a cui, in questo bel pasticciaccio tutto moderno, dove a sentimenti nobili se ne mischiano altri molto meno nobili, come l'egoismo e il figlio considerato come possesso e status simbol cui non si può rinunciare, è stato imposto qualcosa senza chiedergli il permesso: ed è proprio il piccolo.

Da "Il gazzettino" del 15/04/2005

http://www.movimentozero.org/index.php?option=com_content&task=view&id=84&Itemid=4

gabriele

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