Missionario ucciso, ancora ignote le cause (21-02-2011)

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Missionario ucciso, ancora ignote le cause (21-02-2011)

Messaggio  Admin il Mar Mar 01, 2011 9:39 pm

È stato trovato morto venerdì scorso a Manouba in Tunisia nella scuola salesiana dove lavorava. Don Marek Rybinski, missionario polacco, aveva solo 33 anni. I suoi confratelli l'hanno trovato sgozzato in un ripostiglio dell’edificio scolastico. Oggi il vescovo di Tunisi, Lahham Marun, dovrebbe incontrare il primo ministro Mohamed Ghannouchi per parlare di un omicidio di cui ancora si ignora il movente.

È difficile dire se si è trattato di un’azione di fondamentalisti islamici, di una provocazione degli uomini del vecchio regime interessati a creare il caos nel Paese dopo la rivoluzione o di un semplice atto criminale. Ancora incredulo il direttore della scuola Mario Mule Stagno secondo cui la rivoluzione ha avuto l’effetto di far diminuire la sicurezza, favorendo cosi l’emergere di elementi malavitosi. Per il religioso il modo in cui è stato sgozzato il missionario polacco fa pensare a quello dei fondamentalisti islamici, ma può essere considerato anche un tentativo di imitazione da parte di provocatori.

Il ministero dell’Interno tunisino ha chiamato in causa «un gruppo di terroristi fascisti di orientamenti e appartenenze estremiste». A fine gennaio i salesiani della scuola, che conta circa 700 allievi quasi tutti musulmani, hanno ricevuto una lettera di minaccia, firmata con una svastica, in cui si intimava ai religiosi di pagare.Certo il delitto suscita nuovi interrogativi , dopo la morte del missionario dei Padri bianchi Giovanbattista Maffi, nel gennaio 2010, nella biblioteca dell’Istituto di Belle Lettere arabe (Ibla) nella Medina di Tunisi, anche se allora si era parlato di suicidio. Il direttore della scuola ha aggiunto: « La Tunisia è un Paese moderato, io non ho paura ma questi avvenimenti devono spingere le autorità a prendere le misure necessarie per proteggerci e continuare a lavorare».

Don Rybinski era l’economo della scuola. I suoi confratelli l’hanno visto l’ultima volta mentre giocava con i ragazzi durante la ricreazione. Un collaboratore della vittima Neji Khedri è stato il primo a ritrovare il corpo. «È stato orribile», ha detto tra le lacrime, «sono musulmano ma per me era come un fratello».
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